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Cardiovascolare.

Le malattie cardiovascolari sono tutte le patologie del cuore e dei vasi sanguigni. All’inizio del XX secolo le malattie cardiovascolari erano considerate il 10% della causa di mortalità di tutta la popolazione mondiale, al termine del secolo la percentuale ha raggiunto il 50% nei paesi industrializzati.
Ogni anno in Italia muoiono circa 243 mila persone per malattie cardiovascolari.
Circa la metà dei casi fatali prima dei 70 anni si verifica in modo improvviso ed inatteso e non sempre la vittima può essere adeguatamente soccorsa. La prevenzione rimane dunque l’unica via percorribile contro molte malattie cardiovascolari. Modificando i fattori di rischio ed adottando uno stile di vita più salutare, è possibile in buona parte prevenirle.
Le malattie cardiovascolari quando non sono letali hanno un costo sociale e sanitario considerevole a causa della disabilità e la conseguente limitazione della qualità di vita che ne deriva.

 

Patologia aterosclerotica.

L'aterosclerosi è una malattia infiammatoria cronica delle arterie di grande e medio calibro che si instaura a causa dei fattori di rischio cardiovascolare: fumo, ipercolesterolemia, diabete mellito, ipertensione, obesità, iperomocisteinemia; si sospetta che possano esservi anche altre cause, in particolare di natura infettiva e immunologica. Anatomicamente, la lesione caratteristica dell'aterosclerosi è l'ateroma o placca aterosclerotica, ossia un ispessimento dell'intima (lo strato più interno delle arterie, che è rivestito dall'endotelio ed è in diretto contatto con il sangue) delle arterie dovuto principalmente all'accumulo di materiale lipidico (grasso) e a proliferazione del tessuto connettivo.

Clinicamente l'aterosclerosi può essere asintomatica oppure manifestarsi, di solito dai 40-50 anni in su, con fenomeni ischemici acuti o cronici, che colpiscono principalmente cuore, encefalo, arti inferiori e intestino.

 

Scompenso cardiaco.

Nella definizione di malattie cardiovascolari, rientrano tutte le patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni. Le più frequenti sono le malattie ischemiche del cuore, tra cui l’infarto acuto del miocardio. L'insufficienza cardiaca che ne consegue, è nella maggior parte dei casi una condizione cronica; per questo merita di essere seguita e curata per tutta la vita.

La scelta dell’approccio terapeutico più opportuno rappresenta una problematica clinica importante causa dell’elevato grado di variabilità nella risposta a specifici trattamenti. Per quanto riguarda l’approccio terapeutico per il trattamento dello scompenso cardiaco, l’identificazione delle cellule staminali ha fornito grandi speranze nell’ambito di questa patologia. E’ noto che il miocardio è un organo con una limitata capacità rigenerativa, pertanto la morte delle cellule in seguito, per esempio, ad un evento ischemico, costituisce un processo irreversibile. Il tessuto danneggiato è sostituito da tessuto fibroso incapace di contrarsi e, quindi, di preservare la funzione del cuore come pompa deputata a far circolare il sangue nel sistema vascolare. Alcune cellule staminali hanno la capacità di trasformarsi in cellule miocardiche e in cellule vascolari. Pertanto queste cellule potrebbero essere utilizzate per sostituire le cellule del cuore danneggiate. Attraverso la formazione di nuove cellule muscolari contrattili e di nuovi vasi sanguigni, si potrà preservare la capacità di lavoro del cuore I meccanismi che consentono ad una cellula staminale di trasformarsi in cellula miocardica non sono stati caratterizzati. La conoscenza di geni e di segnali coinvolti nella trasformazione di una cellula staminale in una cellula cardiaca in grado di contrarsi potrebbero consentire, attraverso interventi di ingegneria genetica, di manipolare le cellule staminali per aumentarne la potenzialità terapeutica.

In questo contesto, la Fondazione è interessata sia ad approfondire le conoscenze nel campo delle cellule staminali sia a sviluppare tecniche avanzate di biologia molecolare e cellulare che potrebbero trovare applicazione nella diagnostica clinica.

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